Feriale non banale
Date 06-05-2026
IL TEMPO VOLA, SI DICE. E IN PARTE È VERO. Infatti eccoci sbarcati quasi di colpo in un nuovo anno di cui si sono già consumate alcune settimane, con il calendario da sfogliare sempre più rapidamente. Come se il tempo non bastasse mai. Infatti si è in pista, dentro i giorni che paiono sempre più corti, sorprendendosi di non riuscire a far tutto... mentre il cammino della vita reale va affrontato, sapendosi orientare e non smarrendosi nelle confusioni. Magari appassionandosi di una quotidianità che è sempre preziosa (nonostante la nostra distrazione). Invece nulla va sprecato o buttato. Questa è la vita che vale, in cui ogni istante è un’occasione importante (e irripetibile) per fare passi avanti, insieme, nella direzione giusta, dentro un “noi” che dà fiducia se lo si prende in carico. E poi non possiamo dare tutto per scontato nel calendario che scorre. Non si è alle prese unicamente con gli imprevisti. Certo, non si può prevedere ciò che capita, ma c’è un ritmo di vita che inevitabilmente prende e può anche stressare o affaticare – per gli impegni da portare avanti, per la strada da condividere – ma c’è da mettere in conto che ciò compone, passo dopo passo, l’esistenza, nel tempo che è dato. Un tempo che interpella, in cui fare passi in avanti e non sbandare. La ferialità non è banale. Contiene un valore senza sconti, perché è intrisa di cose vere, autentiche, concrete – spalmate su relazioni di vita in famigliaa scuola, sul lavoro, in viaggio – con momenti incoraggianti e altri meno. E chissà se si possono ritagliare momenti di silenzio con se stessi, magari facendo spazio a una preghiera che illumina, consola, dà forza?
IL TEMPO DI VITA LASCIA UN PASSATO DIETRO L’ANGOLO e sbarca verso un inedito che sta oltre. Con la grande domanda: cosa rimane? Già, è importante, nel tempo, dare vita a quanto non passa e resta. L’amicizia, ad esempio, che ha bisogno dei suoi tempi. Infatti c’è da ascoltarsi, da darsi una mano, da confrontarsi e approfondire, insieme.
E PENSIAMO PURE ALLA REALTÀ FAMILIARE, in cui il tempo è prezioso per cementare i legami, per capirsi al meglio, per trovare la quadra alle necessità ben note, coltivando pazientemente le urgenze da non lasciare al caso. Insomma il tempo va un po’ guardato in faccia (non come si fa con l’orologio), per farne occasione di incontro sempre nuovo da condividere, accostando e intrecciando le generazioni che si ritrovano tra le pareti domestiche.
E, IN CHIUSURA, NON PUÒ NON ANDARE UN PENSIERO A CHI VIVE IL TEMPO IN SOLITUDINE, magari con tanti anni da gestire. Con lo sguardo che si accorcia sporgendosi in avanti. Che siano giorni e notti in cui non perdere la speranza, nella quale i credenti, umilmente ma convintamente, possono offrire uno sguardo oltre il tempo, nella luce che attendono dal Risorto, il Vivente. Al di là di tutto il nostro vagare.
NP febbraio 2026
Corrado Avagnina




