L'oltre della pace
Date 10-02-2026
DICO SPESSO CHE LA LUCE ANNULLA SEMPRE IL BUIO, ma quel buio deve essere attraversato.
Il cambiamento e la riconciliazione sono cammini faticosi, e forse proprio per questo sono poco frequentati.
«Ti rendi conto di cosa ho fatto? Ho ucciso mio figlio... Non avrò mai più pace»: ogni volta che lo incontravo, Gino piangeva sommessamente. Io lo abbracciavo e restavamo in silenzio.
Gino aveva ucciso suo figlio, portatore di gravi patologie psichiatriche, per difendere sua moglie da un’aggressione che sarebbe finita male. Il tribunale ci aveva chiesto di accoglierlo agli arresti domiciliari, per paura che in carcere si togliesse la vita. Per settimane non lo lasciammo solo né di giorno né di notte. Scontata la pena, è tornato all’Arsenale come volontario: soprattutto voleva pregare con noi perché «solo qui riesco a trovare un po' di pace».
ANCHE SENZA DOVER SOFFRIRE SITUAZIONI ESTREME COME QUESTA, credo che per arrivare a vivere la pace nel cuore, tutti noi abbiamo bisogno di riconciliarci con noi stessi, con i nostri errori, con il passato più o meno facile, con chi ci ha fatto del male e a coloro a cui abbiamo fatto del male. In questo cammino ci guida la coscienza, rivede cosa di noi crea ostacolo: la ricerca del potere, il possedere... Dobbiamo accettare però di essere corretti, a volte anche con critiche dolorose. E dobbiamo cercare maestri che ci allenino alla pace.
SENTIRSI SOLI A VIVERE IL QUOTIDIANO RENDE I PESI INSOSTENIBILI, c’è bisogno di sentire di appartenere a una famiglia, non necessariamente la propria o almeno non solo la propria. Avere un punto di riferimento, una casa comune è fondamentale per tutti. Nessuno può trovare il senso della vita senza sentirsi parte di un’avventura comune. Allora la vita, pur continuando a essere difficile, ci rende possibile respirare la pace. E per me e per tutti i credenti l’aria è Dio stesso. Quel Dio che mi rende più umano attraverso i poveri con cui condivido la vita, attraverso i giovani da cui ho imparato l’importanza del silenzio e dell’ascolto. Attraverso la fragilità, impariamo a dialogare con lei, a rallentare il passo, a farci aiutare da chi abbiamo vicino... Impariamo a guardare oltre. È lì che trovo la pace vera per il mio cuore, in quell’oltre che per me è Dio, e per tutti è quell’orizzonte sempre sognato e sempre da raggiungere.
Ernesto Olivero
Editoriale
NP febbraio 2026




