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Elogio della mitezza

Date 07-09-2025

por Renzo Agasso

«La mitezza è accettazione di quello che siamo, delle nostre fragilità e dei nostri limiti, e così giungiamo ad accettare le fragilità e i limiti degli altri. Se conosciamo noi stessi, se la mitezza fa parte della nostra vita, ci è possibile accogliere con gentilezza e con serenità le persone che la vita ci fa incontrare, senza lasciarci divorare dalla fretta e dalla noncuranza, dalla distrazione e dalla indifferenza, che, imprigionandoci nelle loro gelide barriere, non ci consentono di creare ponti di comunicazione fra noi e gli altri. La mitezza ci consente di scegliere il tempo in cui parlare, e quello in cui tacere, cercando di fare valere non solo i nostri diritti, ma quelli degli altri, ed evitando inutili conflitti, che fanno del male a noi e agli altri. La mitezza è fonte di conoscenze e di esperienze, che ci consentono (anche) di ascoltare la voce silenziosa del dolore e della fatica di vivere, della tristezza e della nostalgia, e quella della letizia e della gioia, della saggezza e della speranza. La mitezza ci fa entrare in dialogo con gli altri, rendendoci capaci di ascolto e di fiducia, di gentilezza e di rispetto, di tenerezza e di delicatezza. La mitezza non è testimoniata solo dalle parole, che si dicono, o non si dicono, ma anche dai gesti, che le accompagnano, e che non sono meno importanti. Il modo di salutare e di stringere la mano, quando sia possibile, il sapere sorridere, il non vergognarsi di piangere, che è talora il solo modo di testimoniare la nostra presenza amica a una persona che sia immersa nel dolore e nella tristezza, nella angoscia e nella disperazione, nella speranza di non essere lasciata sola nella sua solitudine».

Questo elogio della mitezza è opera di Eugenio Borgna (1930-2024), di professione psichiatra, fautore di una psichiatria dal volto umano, volta alla cura integrale della persona e non alla malattia. Un uomo ricco di fede, di speranza, di carità cristiana. Il piccolo libro che lo contiene s’intitola Mitezza, (Einaudi, 2023). Ne ha scritti altri, densi di saggezza e amore fin dai titoli: Tenerezza, In ascolto del silenzio, Le parole che ci salvano, L’ascolto gentile, L’indicibile tenerezza.

A Marina Corradi che lo intervista sulla divorante pressione del tempo, risponde: «Ci salva la contemplazione, e la preghiera: la preghiera, il dialogo con Dio, è la sola lanca in cui la corrente del fiume del tempo si ferma».


Renzo Agasso
NP maggio 2025

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