Musica: i nostri maestri

Date 08-05-2014

por Mauro Tabasso

Abbiamo già parlato della musica del Sermig. Ma è ora di presentarvi coloro che ci sono stati maestri. “Personalmente, distinguo due categorie : i didatti e i… sobillatori”.

di Mauro Tabasso

 

Chi cerca è trovato. Così, nella sua storia più che quarantennale, ogni volta che l’Arsenale ha incontrato un maestro lo ha “sfruttato”, consumando gli scalini del saggio. Anche per la musica. I maestri di musica che la Fraternità della Speranza ha avuto sono stati moltissimi e tutti importantissimi, ma non nel senso che pensate… Potrei anche farvi qualche nome (e qualcuno lo farò) ma parlare dei nostri maestri in questo spazio non mi obbligherà a esporre il curriculum del Sermig e del Laboratorio.

Personalmente, distinguo due categorie di maestri: i didatti e i… sobillatori. Entrambi rivestono un’importanza fondamentale, e, per così dire, sono tra loro complementari, servono tutti e due. I sobillatori (profeti, guru, chiamateli come volete) sono quelle persone che con la loro opera, diretta o indiretta, ti fanno sognare, accendono in te un desiderio, una passione, un amore bruciante, anche se poi, di fatto, non necessariamente sanno spiegarti come fare per coltivarlo, per acciuffarlo, per farlo tuo. Per questo sono necessari i didatti, coloro che magari non ti fanno fantasticare più di tanto, ma sanno spiegarti come muoverti nella direzione che stai sognando, un passo alla volta, un giorno al giorno.

Didatti e sobillatori sono figure insostituibili e quasi simbiotiche. Sobillatori di cuori sono stati per noi gente come Costantino Ruggeri (che musicista non era, ma era pittore, architetto), come Piero Reinerio (che fa il pubblicitario), Giovanni Paolo II, Dom Luciano Mendes de Almeida, Maria Teresa Crovetto, Gabriele Lavia, Toni Verona, Dino D’Autorio, Giusto Pio, Angelo Persichilli, Carlo Maria Giulini, Maurizio Colonna, Salvatore Accardo, Pippo Franco, e tanti altri, solo in apparenza meno importanti o famosi.

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Fra' Costantino Ruggeri:
Cappella della Madonna del Latte, Betlemme

Gente che ci ha insegnato a inseguire la bellezza che fa sentire amati, che parla al nostro animo; gente che ci ha insegnato a non accontentarci mai e per nessuna ragione della mediocrità. Didatti impagabili sono stati (e qualcuno continua ad esserlo…) personaggi come Mario Bricca, Stefania Costa (la maestra di tutti, all’Arsenale), Lino Mei e naturalmente molti altri che non posso citare (meno male che non dovevo fare il curriculum…). Molte di queste persone non capiscono molto di musica, eppure il loro insegnamento è stato decisivo. Abbiamo imparato di più parlando del più e del meno che discutendo di musica.

Ma un posto del tutto speciale in fatto di insegnamento va riconosciuto sicuramente ai giovani, che per tutto l’anno animano e fanno vivere l’Arsenale. Sono loro che con domande, curiosità, inquietudini, timidezza o presunzione riescono a essere ora sobillatori, ora didatti, suscitando in noi il desiderio e la consapevolezza della necessità di una formazione continua, instancabile, indomabile. E poi gli ospiti degli Arsenali, persone che con la loro bellezza, la loro umanità, le loro aspettative, a volte il loro essere scomodi o la loro pazzia, continuano ogni giorno a ricordarci chi siamo, cosa facciamo e dove stiamo cercando di andare, senza mai dimenticare che anche un orologio rotto (se ha le lancette) almeno due volte al giorno segna l’ora esatta.

Infine (solo perché è il più scarso…) Ernesto, il nostro fondatore e animatore. Ernesto è l’esempio di chi, pur non capendo un mestolo di musica, a volte ci spiega lui stesso il da farsi, con esempi e metafore che nulla o anche meno azzeccano con le note ma…
Ma di questo abbiamo già parlato.

Vedi anche:
Musica al Sermig

Fra’ Costantino architetto del bello

Ti dono uno spot: intervista a Piero Reinerio

Giovanni Paolo II

Dom Luciano Mendes de Almeida

LUNGHISSIMO MA BREVE, di Toni Verona

In ricordo di Carlo Maria Giulini

Opera musicale “Dal basso della terra”, diretta da Salvatore Accardo

 

 

 

 

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