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Sotto attacco

Date 06-11-2025

por Edoardo Greppi

Il sistema degli accordi e delle organizzazioni internazionali è oggi minacciato da nazionalismo, protezionismo, corsa agli armamenti. Minacciarlo significa minacciare l’umanità.

Il diritto internazionale, cioè l’insieme delle regole che disciplinano i rapporti tra gli Stati, è sotto attacco. La società civile e gli “uomini di buona volontà” assistono con preoccupazione e talora con angoscia, ai continui colpi di piccone sferrati ai trattati internazionali, vale a dire agli impegni che gli Stati hanno liberamente assunto, nella piena consapevolezza che essi dessero vita a obblighi di comportamento conforme. La colonna portante del diritto internazionale, quella che il grande giurista Hans Kelsen qualificava addirittura come Grundnorm, “norma fondamentale”, è la regola pacta sunt servanda, gli accordi devono essere osservati. Ebbene, ora più che mai si rivela tragicamente vero quanto aveva cinicamente affermato il cancelliere dell’impero tedesco Theobald von Bethmann Hollweg il 4 agosto 1914. L’ambasciatore britannico lo metteva in guardia contro un eventuale piano di invasione del Belgio, che avrebbe portato l’impero britannico a dichiarare la guerra alla Germania. La sprezzante risposta del cancelliere fu che i trattati come quello che garantiva la neutralità del Belgio erano nient’altro che chiffon de papier, «pezzi di carta straccia».

80 anni fa la comunità internazionale dava vita alle Nazioni Unite. Si trattava della scelta politica di un metodo nuovo al quale affidare il diritto internazionale e le sue regole, il metodo del multilateralismo istituzionalizzato, incentrato sulla creazione di organizzazioni internazionali attraverso la stipulazione di accordi. Questi erano trattati multilaterali che istituzionalizzavano la cooperazione tra Stati in vista del conseguimento di obiettivi comuni. Con le Nazioni Unite si indicava il primo e più importante di questi obiettivi: pace e sicurezza. La Carta dell’ONU fu firmata il 26 giugno 1945, e l’organizzazione cominciò a funzionale il successivo 24 ottobre. Decine di altri trattati multilaterali istituirono altrettante organizzazioni, dotate di competenze e funzioni in campi ritenuti strettamente legati agli obiettivi principali, pace e sicurezza: salute, alimentazione e agricoltura, lavoro e giustizia sociale, istruzione e cultura, telecomunicazioni, navigazione marittima e aerea ecc. Non solo, ma una grande quantità di ambiti è stata nei decenni successivi oggetto di trattati, a dimostrazione della volontà degli Stati di darsi regole sempre più numerose e sempre più stringenti. Questi accordi sono accomunati dalla dichiarata volontà di intrattenere feconde relazioni di cooperazione, e di assicurare ai popoli pace, sicurezza, giustizia, benessere.

Questa ambiziosa costruzione giuridica e istituzionale è sotto attacco. La Russia (membro permanente del consiglio di sicurezza ONU) ha scatenato una guerra di aggressione contro l’Ucraina, una guerra di conquista territoriale vietata dalla Carta dell’ONU e da una corrispondente norma imperativa del diritto internazionale generale. Israele conduce una guerra di sterminio a Gaza e nei territori illegalmente occupati, costellata di crimini di guerra e contro l’umanità, e rispetto ai quali si profila anche una possibile qualificazione, da parte della corte internazionale di giustizia, come atti di genocidio. Entrambi ignorano le pronunce della corte internazionale di giustizia.

Il bullo della Casa Bianca minaccia Danimarca (per la Groenlandia) e Canada, con dichiarate intenzioni di acquisizioni territoriali anche con la forza armata. Non solo, ma in piena sintonia con Netanyahu, scatena un attacco armato contro l’Iran, bombardando installazioni nucleari ma anche Teheran, la capitale di uno Stato sovrano. Per Trump, gli accordi di Parigi sul clima e quelli sul nucleare sono chiffon de papier. Affinché risulti chiara l’opinione che ha dei trattati e della regola pacta sunt servanda, viola anche gli accordi stipulati nell’ambito del sistema GATT/OMC (l’Organizzazione Mondiale del Commercio che ha liberalizzato gli scambi negli ultimi decenni) e scatena una guerra commerciale all’insegna del protezionismo più arrogante, sfacciato e sgangherato. Rispetto alle organizzazioni internazionali, il messaggio è chiaro e forte. Gli Stati Uniti escono dall’OMS, e riprendono l’attacco all’UNESCO. Inoltre, il bullo colpisce addirittura le persone dei giudici della corte penale internazionale (che giudica gli autori di crimini internazionali), facendole oggetto di sanzioni americane in violazione degli obblighi di rispetto delle immunità che li tutelano in tutto il mondo.

Insomma, il mondo corre oggi dei rischi conseguenti a politiche che si sperava fossero state ormai consegnate alle pagine più oscure e drammatiche della storia. Il diritto cede il passo al ritorno della legge del più forte, del più arrogante, del più prepotente.

Un bel libro di Gideon Rachman, capo editorialista di affari esteri del Financial Times, offre una lettura inquietante di quello che sta avvenendo nel mondo. Il titolo è The Age of the Strongman. How the Cult of the Leader Threatens Democracy around the World (L’era dell’uomo forte; come il culto del capo minaccia la democrazia nel mondo). I titoli dei capitoli sono illuminanti: Putin, Erdogan, Xi Jinping, Modi, Orban e Kaczynski, Boris Johnson, Trump, Duterte, Bolsonaro…

Diniego di fondamentali diritti di libertà, violazioni sfacciate del diritto internazionale, nazionalismo (anche nella pericolosa versione “sovranismo”), protezionismo e guerre commerciali, crescente ricorso alla forza armata (compresa l’aggressione a Stati sovrani), corsa agli armamenti e marcia indietro rispetto ad accordi sul disarmo, recesso dalla convenzione di Ottawa sulle mine anti persona. Questo è l’insieme delle minacce al diritto internazionale, che sono poi minacce all’umanità.

In un bel messaggio alla Società Italiana di Diritto Internazionale di Diritto dell’Unione Europea (SIDI), il Presidente Sergio Mattarella ha affermato con forza: «Sempre più si ripropone la forza come misura dei rapporti tra gli Stati, anziché il diritto. Le popolazioni civili sono vittime di conflitti armati senza regole e senza misura, in aperta violazione del diritto internazionale umanitario».


Edoardo Greppi
NP agosto-settembre 2025

 

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