Italiano English Português Français

Vivere creando

Date 02-11-2025

por Cesare Falletti

Noi umani guardiamo, cerchiamo, attendiamo: la curiosità rischia di impadronirsi di noi e farci deviare da una vita vera, attenta e collaborante verso uno sguardo sul mondo che sfrutta senza costruire. Bisogna saper guardare e anche cercare; è necessario attendere, ma quello che non è sempre chiaro è il complemento oggetto. Che cosa attendiamo in un mondo in cui le notizie si accalcano e si contraddicono nel giro di pochi minuti? Da monaco mi chiedo spesso: “A cosa ti serve ricevere tante notizie o cercarle nei vari giornali? Cosa c’entra tanta informazione con la tua vita?”. Tre ambiti sono coinvolti in questa ricerca che divora parte del mio tempo. Questi tre ambiti sono: la preghiera, il pensiero e la presenza.

La preghiera non è certo il raccontare a Dio le notizie del mondo per dirgli cosa deve fare. Il mondo è retto dal suo Amore. Noi non ce ne accorgiamo, anzi nella ricerca di ciò che avviene ci sembra di trovare più segni della sua assenza che della sua presenza amorosa. Ma il mondo non è quello che raccontano i vari media, che rischiano di giocare più sull’orrore e sul terrore che sull’amore e sulla speranza. Dio è nascosto dentro gli avvenimenti del mondo e ne è crocifisso. Ma la crocifissione è “amore puro” che trasfigura il mondo che vediamo in ciò a cui Lui ha voluto dare esistenza. Ci ha lasciati liberi e si è accollato il peso dei nostri capricci per farli diventare, nel crogiolo del suo amore, trasfigurazione del mondo. Non è facile capirlo e neanche crederlo, ma il Creatore non abbandona il creato: continua a crearlo, altrimenti non esisterebbe più. E la preghiera è stare davanti a Lui per portare il mondo in Lui e con Lui.

Il pensiero è il secondo ambito coinvolto nella ricerca affannosa di una notizia rassicurante. Il pensiero si nutre, per essere libero, di tante informazioni, che vanno dalle notizie spicciole agli studi più impegnativi. Siamo coscienti che la massa di avvenimenti che calcano la scena del mondo supera ogni possibilità di giudizio sicuro, ma è importante non farsi imprigionare dal movimento emotivo che suscitano in noi. Non dobbiamo ritenerci obbligati a esprimere un nostro giudizio, a schierarci da una parte o dall’altra, almeno finché non siamo sicuri che il nostro pensiero è maturato abbastanza ed è quanto più possibile libero nella sua espressione. Allora possiamo aiutare gli altri a riflettere e a maturare un giudizio che sia frutto di considerazioni e scelte.

La presenza, terzo ambito, è ciò che Dio stesso ha scelto: vuole essere immerso nel guazzabuglio umano, non per prendere in mano le situazioni e dirigerle secondo il suo pensiero, ma perché continua a immettere segretamente, nel turbinio degli avvenimenti, un amore che salva e che conduce, lasciandoci liberi nelle nostre vie spesso storte e malridotte, verso il Bene per cui tutto è stato fatto. Noi siamo, come Lui, immersi nel caos, ma abbiamo in dote una manciata di semi di bene da lasciar cadere piano piano nella terra di cui siamo fatti. Il Signore ha parlato e ha creato, poi ha messo le mani nella pasta e ha fatto l’uomo, dandogli il compito di portare avanti la creazione verso una perfezione sempre più grande.

La vita dell’uomo è dunque sostenuta dal fatto che deve portare verso il suo compimento la creazione e rimanere in una relazione, che è amore, con il Creatore e con quanti gli sono dati come simili. L’uomo vive creando, in forme svariate e facendo nascere relazioni che tendono all’amore. In questo cerchio trova la sua libertà e può respirare la vita.

Cesare Falletti
NP giugno/luglio 2025

O site utiliza cookies para fornecer serviços que melhoram a experiência de navegação dos usuários. Como usamos cookies

Ok