Ma parlo arabo??

Date 06-06-2012

por Andrea Gotico

Giordania: Andare oltre le differenze lavorando insieme su un obiettivo comune. All’Arsenale dell’Incontro è possibile.

Spesso mi è capitato di rivolgere questa frase alla persona che avevo davanti che non riusciva a capire o alla quale non riuscivo a far capire le cose che stavo dicendo, con un senso in fondo d’insofferenza.
In questi due mesi e mezzo vissuti nella fraternità a Madaba, in Giordania, all’Arsenale dell’Incontro, mi sono trovata a vivere e condividere buona parte della giornata con persone che l’arabo lo parlavano davvero ed ero io che, dall’altra parte, non capivo niente di quello che dicevano… Fortunatamente c’era chi della fraternità l’arabo lo parlava e lo comprendeva e mi traduceva… Ma quando questo non era possibile o non c’era il tempo per poterlo fare ho vissuto l’esperienza di osservare le situazioni e le persone senza intervenire, ascoltare con il cuore, parlare con l’atteggiamento del viso e del corpo ed è stata per me, persona interventista e decisionista, un’ottima scuola di vita.

Ho incontrato i bambini, i ragazzi, i giovani diversamente abili, cristiani e musulmani, che frequentano la scuola, le sedute di logopedia, di fisioterapia, di terapia occupazionale e sostegno individuale ed era bello vedere l’entusiasmo stampato sui loro volti quando, al mattino, scendevano dal pulmino che era passato a prenderli a casa e si precipitavano di corsa nelle aule; quando andavano a dar da mangiare ai conigli e alle galline, ospiti anche loro dell’Arsenale; quando imparavano una nuova canzone per la festa di fine anno.

Ho incontrato anche alcune delle loro famiglie, appartenenti a ceti sociali diversi, ma unite nella fatica, nella sofferenza, nella ricerca di un aiuto, un supporto, una speranza. Il coinvolgimento delle famiglie nel percorso scolastico dei figli è fondamentale per consentire una continuità al lavoro svolto dalla scuola. Ecco perché organizziamo con periodicità costante incontri tra gli insegnanti e i genitori e tra le famiglie stesse.

Ho sperimentato, apprezzando il lavoro, il coinvolgimento e il senso di responsabilità degli insegnanti e di tutti gli operatori dell’Arsenale dell’Incontro, come sia davvero possibile andare oltre le proprie differenze culturali e religiose in vista di un obiettivo comune che è il bene dei bambini e dei ragazzi.

Ho incontrato i ragazzi e i giovani cristiani che frequentano l’Arsenale dell’Incontro per le attività formative e spirituali e per i servizi di volontariato. Con loro ogni lunedì e mercoledì pomeriggio attiviamo laboratori ludico-formativi per i diversamente abili più grandi e per i bambini. Ogni martedì organizziamo insieme l’incontro di preghiera sulla Parola di Dio e sulla spiritualità del Sermig, animato dal gruppo musicale e dal coro. Ogni giovedì partecipano all’incontro della Costanza sulla Parola di Dio e sulla regola della Fraternità. Sono giovani con le speranze e i sogni di tutti, ma ancora divisi tra il legame con le tradizioni famigliari e culturali e la spinta a cercare nuovi valori, nuovi ideali per cui valga la pena vivere. L’Arsenale dell’Incontro è un piccolo laboratorio dove si sperimenta ogni giorno la Provvidenza di Dio, la forza della preghiera, le gioie e le fatiche di una fetta di umanità, dove si tenta di camminare insieme nella diversità.
Parlo arabo? No, ma possiamo capirci lo stesso.

Rossana Gonella

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