COME UNA DANZA IN MASCHERA DA UN ORTO

Date 05-05-2020

por Rinaldo Canalis

Due signore, bardate anticoronavirus, stanno scegliendo le fragole che porteranno oggi sul loro tavolo. Ma dove scelgono non è un banco di un mercato, bensì i frutti pendenti dalla serra fuori suolo dell’Orto del Marchile a Piossasco.

Artefici di tutto questo sono Filippo e suo figlio Alessandro che hanno trovato un modo in questi tempi di continuare ad essere operativi. 
Mi dice Filippo che ormai è presente tutti i giorni e per tutto il giorno nell’orto: “ fatico tanto, ma se non si fatica, non succede niente. Ed i clienti ci sono. Quest’anno ho già fatto il terzo trapianto di verdure”.
Di fianco alla chiesa dei santi Apostoli in Piossasco 600 metriquadri incolti sono stati richiesti dal Sermig e assegnati dalla diocesi di Torino per un comodato d’uso per realizzare un orto con un progetto particolare.  E’ una delle filosofie del Sermig di questi tempi. Creare lavoro. Di tutti i tipi, dove si puo’ con mezzi poveri, come in agricoltura, dando la possibilità di generare reddito, togliendosi dal circuito dell’assistenzialismo, dando dignità.
Qualcuno si ricorderà dell’Orto Didattico di Piossasco. Ricordate il grande lavoro dal 2011 di Adriano e Pasquale, ora impossibilitati. Allora partners erano le 2 parrocchie di Piossasco ed il Sermig. 
Sono ormai due anni che papà Filippo, carpentiere in ferro con poco lavoro, e Alessandro affetto da una sindrome che comporta una forte riduzione del campo visivo si stanno impegnando sempre in collaborazione con il Sermig.
Alessandro, ama lavorare la terra, ma non può usare macchine agricole. L’alternativa della coltivazione fuori suolo, sotto serra, gli permetterà una attività interessante e produttiva, in condizioni di completa autonomia. Un pensiero corre anche ai progetti del “dopo di noi”  ...
L’Orto del Marchile è inserito in un progetto più grande: “Emporio Speranza” per uno scambio tra consumatori e altri produttori agricoli del territorio veramente etico. Proseguendo l’esperienza di Emporio Speranza presso l’Arsenale a Torino, ormai convertiti per necessità del momento con consegne a domicilio, si sta creando un’economica virtuosa, partecipata, ecologicamente consapevole tra consumatori e produttori. Tutti i prodotti sono biologici o esenti da trattamenti nocivi alla salute.
Nell’orto di Filippo e Alessandro, si spera inoltre, tra non molto, di portare ragazzi e anziani della vicina RSA perché su un particolare spazio possano cimentarsi in coltivazioni fuori suolo, insieme. L’allestimento di alcuni mini-lotti con fini didattici. Uno scambio generazionale sul “campo”.
Una serie di prototipi di innovazioni, legate al riciclaggio, alle energie alternative, faranno da corollario al tutto.
Nel verde, come una finestra aperta sulla città di Piossasco, bello da vedersi, salubre da mangiare, tonico per le varie speranze che suscita!

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