Un grande appoggio al programma delle “Cliniche Mobili” dei Padri Camilliani

Date 01-11-2021

 

La grande generosità di molti amici che si sono fatti condivisione per le vittime del devastante terremoto del 14 agosto 2021 ad Haiti – e della miseria che da più lungo tempo ne affligge la gente – hanno permesso un forte sostegno da parte del Sermig al progetto che i Padri Camilliani ci hanno affidato: le ‘Cliniche Mobili’ nella regione di Grand’Anse.

 

Il terremoto ha colpito questa regione, nel sud di Haiti, dove la comunità dei Religiosi Camilliani è presente da quasi vent’anni a Jérémie, il capoluogo, dove sta per essere aperto un moderno ospedale.

Nell’emergenza del terremoto, sono stati messi a disposizione delle poche strutture sanitarie e della gente, medicinali e materiale sanitario, e quant’altro necessario.

 

E sono entrate in azione le ‘Cliniche Mobili’: in accordo con la Parrocchia che collabora per logistica e relazione con la comunità locale, con alcuni mezzi si reca in un villaggio una squadra di una dozzina di persone – medici (tra cui in genere anche una ginecologa, e un ortopedico), farmacista, infermieri, e addetti. Una folla li attende, e, In strutture disponibili, o in tende che vengono portate e montate, per una o due giornate, vengono visitate centinaia di persone, somministrati farmaci, e materiale sanitario.

 

Il sostegno del Sermig darà ora continuità per un anno o più all’attività delle ‘Cliniche Mobili’ – decine di interventi quindi - in tutto il povero entroterra montagnoso di Jérémie, senza copertura sanitaria, né buone strade d’accesso. Gente abbandonata a sé stessa: il programma ha per obiettivo di offrire accesso a efficaci cure sanitarie, farmaci, e anche aumentare la conoscenza dello stato di salute e dei bisogni più urgenti della popolazione sia nella sanità che nella tutela dei gruppi più deboli, e dei loro bisogni di casa, educazione...

 

Sarà questa anche la base per progettare con la gente, le Parrocchie, altre azioni per migliorare durevolmente la realtà della vita, e la coesione, della comunità locale: case, edifici scolastici, alimentazione, accesso all’acqua… con una particolare attenzione alle fasce più vulnerabili: bambini malnutriti, anziani, disabili, donne incinte, malati mentali.

 

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