La strada giusta

Date 09-01-2020

por Ernesto Olivero

di Ernesto Olivero - «L’umanità è arrivata ad una situazione limite, oltre la quale c’è una catastrofe senza precedenti. Dobbiamo fermare la gara di potenza e la corsa agli armamenti sempre più micidiali che ne deriva. Ma chi può avere questo potere? Solo l’unione e la collaborazione degli uomini di tutti i Paesi, di tutte le fedi, di tutti i partiti possono dar vita e forza a un movimento capace di allontanare la minaccia dello sterminio universale. Se ci uniamo saremo più potenti dei potenti. Dobbiamo saperlo e agire di conseguenza».

Chi come noi dagli anni ’70 lottava per un mondo più giusto, in cui ci fosse cibo per tutti, lavoro per tutti, cure mediche anche per i poveri, prima o poi incontrava la consapevolezza che tutto ciò non si poteva ottenere finché le guerre continuavano a seminare distruzione. Le parole di Norberto Bobbio (riportate sopra) e di altri lucidi osservatori del quotidiano si riallacciavano al gesto di Paolo VI che il 1 gennaio 1968 volle istituire la prima Giornata Mondiale della Pace dedicandola alla riflessione e alla preghiera.

Da anni la nostra comunità organizzava marce, momenti di dialogo con parti e ideologie diverse, portava sulle piazze mostre sul tema della pace, perché, come l’aiuto ai miseri del mondo, così la pace, il disarmo, potessero diventare qualcosa di quotidiano, di concreto, che coinvolgesse ciascuno in modo personale, attraverso scelte di ogni giorno, non relegate a momenti particolari. Nel 1981 abbiamo inventato il premio Artigiano della Pace, assegnato ogni anno a persone che, pur con caratteristiche diverse, avessero operato per la pace attraverso la loro stessa vita.

Artigiano è chi con le proprie mani, con la propria fantasia, con la propria umanità costruisce un qualcosa: noi avremmo cercato e premiato chi avesse operato per la pace con un riconoscimento simbolico, accompagnato da un aiuto concreto ai poveri. Padre Michele Pellegrino e Sandro Pertini sono stati i primi a riceverlo, seguiti negli anni da Madre Teresa di Calcutta, Helder Camara, Lech Walesa, Norberto Bobbio, Anna e Benigno Zaccagnini, dom Luciano Mendes De Almeida, Mikhail Gorbaciov, Giovanni Paolo II… Nomi illustri, ma anche persone sconosciute grazie alle quali nel nascondimento, a volte a costo della vita, come la crocerossina Maria Luisa Luinetti uccisa in Somalia, la pace ha continuato nonostante tutto a camminare. In questo nostro tempo così frammentato a tutti i livelli, con la sfiducia e lo scoraggiamento a dettare l’agenda, dobbiamo più che mai imparare a camminare insieme anche da diversi.

Non possiamo saltare la nostra ombra, non possiamo “spazzare via” l’oggi per crearci l’illusione di un mondo di domani in pace, ma se accettiamo di diventare artigiani di pace ognuno nel nostro piccolo possiamo cambiare il volto del mondo perché domani ci sia un mondo di pace, un futuro da affidare senza vergogna ai nostri figli. Non è un’illusione, 55 anni di esperienza ci assicurano che passo dopo passo questa pace la vedremo avvicinarsi, assieme alla giustizia. Come il fiume va verso il mare, malgrado gli ostacoli e le difficoltà che incontra sul suo cammino, come le tenebre vanno verso la luce, come la neve si scioglie sotto il sole. La strada è quella giusta.

Ernesto Olivero
Editoriale
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Gennaio 2020

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