Alleviamo la pace da 10 anni!!!

Date 12-10-2020

por Sara Casagrande

Una delle frasi che sento spesso dire da Ernesto è:” Non basta avere una bella cattedrale, bisogna vedere chi ci metti dentro”. Noi avevamo uno spazio al secondo piano delle Ex Sellerie del vecchio Arsenale Militare che come ampiezza poteva essere davvero una cattedrale ma come tutte le cose del Sermig ci voleva un pò di immaginazione prima di vederla completata. Il desiderio era quello di creare uno spazio a disposizione dei bambini e quando ai sogni ci metti testa e gambe accade che un giorno li vedi realizzare proprio sotto i tuoi occhi!
I primi giorni di Ottobre del 2010 si aprirono le porte del nostro Nido! Con un nome molto impegnativo: “Il Nido del Dialogo che alleva la Pace”. Il desiderio fin da subito è stato quello di aprire un servizio educativo ai bambini del nostro quartiere una parte di Torino colorata di tante culture. Volevamo offrire un luogo che fosse casa, in cui ognuno avesse la possibilità di entrare per far parte di una famiglia più allargata che si prendesse cura della crescita di ogni piccolo.

Come Sermig insieme alla cooperativa Liberitutti iniziavano così un percorso insieme che non sapevano dove li avrebbe portati e, con la consapevolezza nel cuore che “la strada si apre camminando”, abbiamo così fatto i primi passi. All’inizio eravamo quattro educatrici, e siamo partite con due sezioni di bimbi da 1 a 3 anni, trasportate dalla magia della scoperta di metterci in gioco e di provare a rendere un servizio comune, un punto di dialogo e di relazione continua. Quattro educatrici in fondo sconosciute animate dal desiderio di partire dai piccoli per arrivare anche a sostenere gli adulti e imparare a far rete con il territorio creando un luogo accogliente che educasse alla Pace.
Le sfide più grandi sono state proprio quelle della crescita e del confronto con le realtà un pò più difficili del nostro quartiere: abbiamo incontrato lingue e culture diverse e grazie al giorno dopo giorno, parola dopo parola, sorriso dopo sorriso, sguardo dopo sguardo, molte di queste famiglie, nonostante le diversità, si sono sentite accolte e grate per essere state accompagnate e sostenute in tutto il percorso degli anni passati con noi. Abbiamo incontrato famiglie che all’inizio scappavano, con le quali non riuscivamo ad interagire che poi alla fine sono state quelle che ci hanno emozionato di più, anche solo regalandoci ogni tanto una torta egiziana o un piatto tipico, l’hennè per gli occhi per dimostrarci la loro gratitudine.

Ottobre 2020
In questi 10 anni il Nido si è trasformato e ha cambiato nome! Con gioia e stupore abbiamo potuto aprire altri due servizi: il Baby Parking e la Scuola dell’Infanzia che hanno portato il Nido a diventare un vero Polo educativo, il Polo del Dialogo. Un servizio per bambini da 0 a 6 anni con una quindicina tra educatrici, assistenti educative e personale vario. Un piccolo villaggio in cui, oggi più che mai, serve il contributo di ognuno per educare ogni singolo bambino. Questo ci rallegra e ci impegna ancora di più verso i piccoli che ci vengono affidati per un tempo molto lungo, forse uno dei più preziosi, della loro vita.
Dopo dieci anni cosa è cambiato? Cosa tiene vivo un servizio che dopo anche una pandemia si è fatto in quattro per esserci? Mi viene da dire certamente che è aumentata la consapevolezza del ruolo che la nostra scuola ha! Continuiamo ad essere un punto di riferimento per i bambini e per i loro genitori provando ad entrare in punta di piedi nelle loro case e li accompagnamo a scoprire il loro modo di essere genitori. Stiamo cercando di far fronte in maniera positiva anche alle difficoltà e incertezze di questo tempo affrontando ogni cosa con serenità. Impariamo ogni giorno a non avere paura delle nostre emozioni sia negative che positive. L’importante è guardarle in faccia, tirarle fuori e avere la consapevolezza che non siamo soli in questa sfida educativa.
Una delle gioie più grandi in questi anni è stata quella di vedere bambini che sono entrati a otto mesi e sono usciti a sei anni compiuti! Un’emozione enorme la più grande direi e la gioia di vedere come hanno imparato a volersi bene! Questa è la pace! Non aver paura delle differenze ma farle diventare ricchezza! Essere amico del figlio dell’avvocato come del figlio di un carcerato. Aver davvero capito che l’anima di tutti ha lo stesso colore!

Scrivendo queste righe mi è venuto il desiderio di chiedere ad alcuni genitori e ai loro bimbi cosa ha significato per loro far parte del Polo in questi anni.
Tatiana dice:” Porto ancora nel cuore il giorno in cui mi avete chiesto di dipingere le finestre per il Natale. Da fuori, dipingendo, osservavo cosa succedeva in classe. Ho visto la sincerità nel saluto di ogni bimbo a M. tutti entravano e lo abbracciavano con tanta tenerezza. Mi ha riscaldato il cuore. Grazie maestre perchè siete voi a quell’età che fate il gruppo unito!” Josè 5 anni dice: “ Delle maestre mi piaceva l’amore e degli amici la felicità! Mi piaceva giocare tutti insieme e fare grattacieli con i lego; correre in terrazzo! Le bambine giocavano a Frozen e c’era anche un tavolo da lavoro con degli attrezzi e altri giochi! Poi c’era M. un bambino che ancora non sapeva parlare ma aveva tre anni…Aveva però imparato a dire “salvietta”! Noi lo amavamo tanto e appena arrivava a scuola gli davamo tanti bacini e tante carezze!”

La mamma di M. ci confida:” Il Polo è stata per noi una scelta studiata e non ci siamo sbagliati! Non avremmo mai pensato che sarebbe stata per noi e per i nostri figli non solo un’ottima scuola ma un punto di riferimento. I nostri bimbi sono felici di andare a scuola. Hanno trovato valide educatrici che si impegnano ogni giorno per crescere insieme. Soprattutto tutto il team si è impegnato a formarsi in un campo a loro non del tutto conosciuto per aiutare nostro figlio maggiore nello spettro autistico. Siamo già preoccupati per quando dovrà cambiare scuola”.
Pietro 6 anni si ricorda i giochi con le costruzioni colorate con le quali costruiva città e case con le ruote. Per la sua mamma il Polo “è stato fin dai dieci mesi di Pietro, in cui l’ho affidato per la prima volta, un nido nel vero senso della parola in quanto luogo sicuro, caldo accogliete. L’unico in cui sentissi profondamente dentro di me la serenità di lasciare un bimbo così piccolo. E’ stato un luogo di dialogo, confronto, crescita anche per me come mamma!”
A Christian è piaciuto fare pre-scrittura e giocare in terrazzo con i gli amici!”

Leonardo 7 anni ricorda la bellezza di giocare nel terrazzo perchè “eravamo alti e sembrava di volare” mente la sorellina Matilde racconta che le manca giocare con le sue maestre!
Sofia 4 anni dice: “La cosa più bella che c’è stata quando ero delle coccinelle sono i miei amici che rimangono per sempre e le mie maestre! Mi è piaciuto tantissimo giocare e fare la nanna con loro!”
La mamma di Isa e Gio invece racconta:” Il Polo del dialogo è stato per noi una casa accogliente in cui abbiamo trovato competenza, serenità, affetto. La gioia dei nostri bambini nell’andare a scuola è la dimostrazione dello splendido lavoro che tutti quelli che lavorano lì fanno per trasformare un luogo in una famiglia! E’ un luogo dove anche io sono cresciuta come genitore grazie alla competenza e allo sguardo professionale di educatrici e maestre che mi mostrano aspetti dei miei figli che da mamma spesso non vedo. Insieme costruiamo ogni giorno un pezzetto del percorso educativo che li aiuta a diventare grandi! Il Polo per noi ormai non è solo scuola ma è casa, famiglia, e essendo del Sermig è anche stile di vita!”. A Isabella 5 anni sono piaciuti” i compleanni, le attività, i laboratori tutti insieme! Mi sono piaciute le cose che facevamo insieme. Mi è piaciuto anche quando andavamo in terrazzo e all’orto. Mi è piaciuto vedere i coniglietti!”
Melissa ormai ha 10 anni, non ricorda molto, era piccola! Si ricorda solo “l’accoglienza e la dolcezza delle maestre nell’accogliere i bambini e confortarli quando piangevano”. Riccardo suo fratello invece dice: “ Se penso alla mia vecchia scuola dico pace, gioia e serenità, e la bellezza di giocare con gli amici”. La loro mamma ha trovato in noi “una seconda casa, sicura, colorata, ricca di iniziative e amore. Siamo stati sempre accolti in un luogo caldo, a braccia aperte e con un sorriso ricco e pieno di speranza, di emozioni!”

Emanuele fa già seconda elementare, è due anni che non è più con noi e mi dice:” Le cose che mi sono piaciute di più sono quanto mi faceva ridere Enrico il mio amico cinese, quando siamo andati all’Eremo e quando abbiamo costruito una casa grandissima con gli oggetti che non usavamo più. Anche quando abbiamo fatto i palloncini con l’acqua in estate!” La sua mamma mi scrive: “Mi ha detto che non ha dovuto neanche pensarci per rispondere perchè queste cose non le dimenticherà mai! Siete famiglia per noi! Non dimenticatelo mai!”.
Infine anche Nicolò ci dà il suo contributo e ci racconta che nella sua scuola ha imparato “cosa sono gli amici! Sono le persone con cui stai bene, che ti fanno divertire, ridere e che ti aiutano.” Per I suoi genitori il Polo è stato luogo di accoglienza dove si sono sempre sentiti avvolti, come abbracciati in una grande famiglia; in quegli abbracci che sanno di casa e che aiutano a crescere, perché non è cresciuto solo nostro figlio ma anche noi. C’è sempre stato un confronto sincero leale sulla vita a scuola di Nicolò e per me è stato importantissimo sentirmi riconosciuta e compresa sia nelle mie ansie che nella collaborazione scuola/famiglia per aiutare Nicolò a crescere e confrontarsi con il mondo e con i suoi pari. Questo è quello di cui ho sentito più la mancanza durante il lockdown. Grazie di cuore perché sentire di lasciare in mani d’oro il proprio bambino è il più grande tesoro che una mamma possa ricevere”.

All'ingresso del Polo capeggia una frase di Ernesto: “I nostri bambini giocano insieme! Non fanno più differenze tra nazioni, religioni e colori. La loro diversità è diventata ricchezza. Sperimentano l’amicizia, il volersi bene senza condizioni, che la pace è possibile. Non giocano più alla guerra, giocano alla pace. Bimbi nuovi, speranza di un tempo nuovo!”
Oggi gli adulti spesso si chiedono: ”Un bambino cosa può capire? Ma questa pace la stiamo allevando veramente?”. Beh se questo è quello che portano nel cuore una volta usciti dalla nostra scuola, se la parola INSIEME fa da comune denominatore, se già in questo tempo della loro vita sanno cosa vuol dire VOLERSI BENE, allora dico Sì!

Sara Casagrande

POLO EDUCATIVO DEL DIALOGO

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