Madre che accoglie e che attende

Date 23-09-2019

por Redazione Sermig

Sono davvero contento di essere qui all'Arsenale della pace, perché con questa celebrazione eucaristica chiameremo di qui in avanti questa casa la casa di Maria, quindi casa di ogni cristiano perché è la casa della Madre e dunque è la dimora di tutti noi.

 

Il Vangelo di oggi ci richiama Gesù sulla croce mentre rivolge quell'invito - forse inaspettato in quel momento da un morente - quando rivolgendosi a Giovanni e gli dice «Ecco la madre tua (…) e da quel momento il discepolo la prese nella sua casa». La prese con sé, la accolse ed essa divenne sua madre ma divenne anche la madre di tutti. Non c'è bisogno di avere case ricche, sontuose o particolarmente addobbate come quando si ricevono le persone illustri di questo mondo; anzi, in quel discepolo che Gesù amava noi abbiamo la possibilità di riconoscerci fino in fondo e di accogliere anche noi Maria come una di famiglia. Lei si fa così nostra compagna di viaggio: Maria ci sostiene, Maria asciuga le nostre lacrime, ci aiuta nel cammino della vita e ci apre la strada verso quella che è la casa vera, La casa del Padre. Maria come una buona mamma ci aiuta a rialzarci quando noi cadiamo. La madre del Signore è davvero il rifugio di ogni cristiano. 

Questa casa di Maria è dunque una casa aperta a tutti: nessuno qui è ospite, tutti siamo familiari e fratelli fra noi. Maria rafforza anche la nostra fede, la rende operosa e contagiosa, come diceva Benedetto XVI. Maria ci richiama infine al senso della vita spesa per gli altri, particolarmente per i profughi. 

 

E come non ricordare in questo giorno così significativo una persona a noi cara che ha vivificato questo luogo? Un'altra Maria, la tua sposa, caro Ernesto, che nel maggio scorso è tornata alla Casa del Padre. La sua luce è brillata in questi anni qui nell'Arsenale, anche quando era ancora un luogo tetro e minaccioso. Grazie alla sua fede, alla sua instancabile volontà, questo luogo è diventato accogliente, familiare, un'oasi di pace. 

Grazie anche a te, caro Ernesto, e a quanti fin dalla prima ora hanno creduto nel tuo sogno, ti hanno seguito in questa avventura della carità che dimostra la vitalità della Chiesa quando i suoi figli si fanno guidare dallo Spirito del Signore: le cose impossibili diventano realtà, la povertà diviene ricchezza, la diffidenza amicizia, il pane cibo che sfama tutti.

 

La casa di Maria non conosca tristezza, sia sempre rallegrata dalla gioia e dalla dolcezza della Vergine Santa; una luce brilli sempre in questi grandi cortili per indicare a quanti vagano nel dolore o privi di orientamento un senso della vita, un luogo dove c'è una madre che attende, che consola e fa rifiorire la gioia.

 

card. Gualtiero Bassetti

dall'omelia durante la celebrazione di proclamazione dell'Arsenale "Casa di Maria"

testo non rivisto dall'autore

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