Climate change vs human change

Date 19-03-2022

por Carlo Degiacomi

Si è conclusa a Glasgow la COP26 sul climate change. In sintesi le “decisioni” principali.

  • Obiettivo mantenuto: contenere a 1,5 gradi C (oggi siamo a 1,1!) l'aumento della temperatura nel 2050. Se l'obiettivo è contenere il riscaldamento globale entro 1,5 °C il mondo dovrebbe tagliare le emissioni di gas serra del 45% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2010. Sulla base degli impegni presi con gli accordi di Parigi del 2016 le emissioni rischiano invece di salire del 16% entro il 2030. La prospettiva è dell'aumento di 3 gradi, non il contenimento a 2 °C, possibilmente a 1,5 °C.
  • Richiesta ai Paesi (per ora sono 120) di praticare gli obiettivi e i piani singoli entro novembre prossimo. Agli altri di definirli. Nuovi criteri di valutazione e di omogeneità dei dati da loro indicati.
  • Intensificare gli sforzi verso la riduzione dell'uso del carbone come fonte di energia se non in presenza di sistemi di cattura di CO2 (costosi e non applicabili a tutte le centrali). Cina, Sud Africa, Polonia, Croazia che dipendono molto dal carbone al 60/80% hanno bisogno di tempo).
  • La fine di sussidi a combustibili fossili: un inizio ancora insufficiente.
  • Ancora mantenuta la promessa dei 100 miliardi di dollari all'anno per i Paesi più colpiti dal climate change e per lo sviluppo delle rinnovabili nei Paesi più poveri.
  • Bloccare la deforestazione entro il 2030 (ma la data dovrebbe essere anticipata!).
  • Ridurre del 30% le dannosissime perdite di metano nell'estrazione e nei gasdotti.

Direzione giusta senza risolutezza. Secondo l'economista Jeffrey Sachs «non è vero che sul cambiamento climatico è tutto un bla bla bla: la lista delle cose da fare è chiara. Ci sono molti ostacoli politici e pratici a emissioni zero, e per questo sembra un bla bla bla, ma credo che stiamo andando nella direzione giusta. Anche se non ancora con la risolutezza di cui c'è bisogno». Ad esempio indietro rispetto alla radicale richiesta dalle conclusioni della COP26 giovani: «L'abolizione dell'industria di combustibili fossili deve iniziare rapidamente e immediatamente con la totale eliminazione al più tardi entro il 2030».

Il tema della transizione dai combustibili fossili è la questione centrale. Le soluzioni più efficaci e convenienti sono tante, comprese le azioni tecnologiche, gli strumenti di mercato, la finanza. Se bisogna modificare in fretta le emissioni, bisogna ridurre e eliminare ad es. nel tempo il vantaggio oggi dei combustibili fossili che non pagano il loro inquinamento, che ricevono sussidi, agevolazioni fiscali e finanziamenti pubblici per le loro infrastrutture e favorire altre forme di energia con nuove infrastrutture.
Chi riduce le proprie emissioni (efficienza energetica, elettrificazione dei consumi energetici, decarbonizzazione della produzione elettrica) può avere un incentivo economico, oppure si applica una carbon tax per incentivare le rinnovabili. Un cambiamento sistemico così forte, di transizione dalle fonti fossili, richiede azioni collettive democratiche (voto compreso) per indurre i governanti a decidere le priorità politiche e le leggi, gli investimenti necessari e attenuare le conseguenze sociali che vi saranno. Concentriamoci adesso anche su che cosa l'Italia può fare subito.


Carlo Degiacomi
NP dicembre 2021

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