Segnali di allarme

Date 24-09-2021

por Gabriella del Pero

I medici neuropsichiatri infantili delle Regioni Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria hanno scritto in questi giorni una lettera aperta indirizzata alle principali autorità in materia sanitaria delle stesse tre regioni (nonché a quelle a livello nazionale e ai vari organi di stampa), per cercare di portare all'attenzione di tutti la grave situazione di emergenza che stanno affrontando in questo difficile periodo segnato dalla pandemia. Il testo della lettera vuole essere «un appello a più voci finalizzato a condividere consapevolezza su quanto sta accadendo ai minori in carico, alle loro famiglie già fragili e agli operatori, in termini di sofferenza e danno (perdita di salute) protratto nel tempo».

In particolare, essi segnalano un incremento di allarme nei bambini più piccoli per quanto riguarda i problemi relativi al sonno, all'alimentazione, alle somatizzazioni, alla scomparsa delle occasioni educative socializzanti, ma soprattutto i medici denunciano una «marcata sofferenza psichica testimoniata dalla crescita esponenziale degli accessi in Pronto Soccorso, delle richieste di ricovero e di visita urgente per i ragazzi in età preadolescenziale e adolescenziale…». «Stiamo assistendo ad un forte aumento delle patologie internalizzanti (ansia, depressione, fobie, ritiro sociale) dei disturbi dirompenti e delle patologie distruttive in tutte le sue forme (severi disturbi alimentari, autolesionismo) e della suicidalità, espressa e messa in atto in fasce d'età sempre più precoci rispetto al passato ». Tutto questo è dovuto solo alla pandemia? No, si tratta di una situazione che era già in essere prima dello scoppio del contagio, ma che è stata ed è tuttora certamente e gravemente potenziata dalla crisi globale collegata alla pandemia. L'analisi è chiara: «I Servizi di NPI (NeuroPsichiatria Infantile) hanno purtroppo dovuto assistere negli ultimi anni ad un inarrestabile e preoccupante aumento dei disturbi psichiatrici nell'infanzia e nell'adolescenza, da mettere verosimilmente in rapporto ai cambiamenti storici della società, come lo sfaldamento dei legami familiari e sociali, la caduta dell'etica del limite e il collasso del sistema educativo.

L'attuale emergenza pandemica e il trauma sociale conseguente si sommano alla grave crisi già esistente e ci obbligano quindi ad evidenziare la necessità di un nuovo modello di lavoro ». Ricordiamo che il 30 gennaio 2020 l'OMS ha dichiarato che l'epidemia di Covid-19 è un'emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale. Il virus ha già avuto un'incidenza diretta negativa sulla salute mentale di milioni di persone e si pensa possa rappresentare una minaccia per la salute mentale a livello mondiale. Che fare?

La lettera denuncia innanzitutto e con forza alle istituzioni l'attuale mancanza di adeguate risorse di base, che comprende:
Grave carenza nel numero di posti letto dedicati a pazienti afferenti alle cure NPI.
Carenza numerica a livello del personale, in particolare medici NPI.
Carenza numerica nei reparti NPI e nei DH (day hospital) di altre figure professionali (psicologi, educatori, assistenti sociali).
Carenza o assenza di educatori/terapisti della riabilitazione psichiatrica.
Inadeguato numero di specializzandi nelle Scuole di Specializzazione.
Insufficiente formazione del personale nei Reparti NPI e in quelli di Pediatria.
Insufficiente e disomogenea adeguatezza delle strutture nei diversi territori.

Poi vengono presentate nuove proposte, sia per quanto riguarda la prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) sia per quanto riguarda la cura dei giovani pazienti, allo scopo di «trovare insieme nuove strade da percorrere in un'ottica propositiva e costruttiva».
Un appello deciso, che «porta all'attenzione le criticità emergenti con l'obiettivo di individuare possibili soluzioni e rispondere in maniera più appropriata ed efficace ad una fase storica senza precedenti e che inevitabilmente lascerà il segno sulla nostra società e sulle generazioni a venire». Pensiamoci.


Gabriella del Pero
NP maggio 2021

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