Genitori traghettatori

Date 29-06-2021

por Gabriella Delpero

Dato il mese dell'anno in cui ci troviamo, potremmo proprio dire che l'incubo della pandemia con tutto il suo corteo di restrizioni, imposizioni, perdite e paure ci sembra ormai "lungo come la quaresima!". In passato (quando la quaresima era sentita e osservata da molti…) questa espressione indicava infatti un tempo non certo breve in preparazione alla Pasqua, contrassegnato da concrete rinunce e penitenze (spesso purtroppo vissute in modo puramente legalistico) e perciò percepito come pesante, difficile, noioso. Oggi quasi più nessuno ricorre a questa esclamazione, ma certo la sensazione di trovarci in un brutto periodo che pare non finire mai, rimane.

Ultimamente ho sentito da parecchie persone la preoccupazione, quasi l'angoscia per la durata di quest'emergenza, per il trascorrere di un tempo "fermo" che non possiamo più concepire come un'opportunità, uno spazio di libertà da riempire con le nostre iniziative e la nostra azione, ma di cui dobbiamo attendere semplicemente la fine. Un tempo sospeso, insomma. Una parentesi vuota. Un tempo perso? No, il tempo rimane in ogni caso l'ambito del nostro divenire, stiamo nascendo e crescendo e cambiando continuamente in questo tempo, non possiamo aspettarne un altro! Soprattutto non possono aspettare i bambini e i ragazzi, per i quali lo scorrere del tempo è la condizione per acquisire l'identità che ancora non posseggono compiutamente. Essi stanno diventando uomini e donne adesso, istante per istante, ed è il tempo della pandemia ad offrire loro la particolare modalità di esistenza attraverso la quale trasformarsi progressivamente in quel che saranno. Molti genitori si chiedono smarriti come far traghettare i figli attraverso un tempo così difficile, tra scuole chiuse, semi-chiuse o aperte a singhiozzo, nonni assenti in quanto a rischio, didattica a distanza (e spesso sempre più distante dai reali interessi degli alunni), sport aboliti, luoghi di aggregazione deserti, social media dilaganti, invasivi, onnipresenti… e intorno il deserto.

A volte ho domandato: avete provato qualche volta a proporre un libro? Una frase di Marcel Proust, secondo me molto bella anche se può sembrare un po' eccessiva, diceva infatti: «Non esistono forse giorni della nostra infanzia che abbiamo vissuto intensamente quanto quelli che crediamo di aver perduto senza viverli: i giorni trascorsi in compagnia di un libro molto caro». Leggere e guardare non sono affatto due attività uguali. Uguale è solo l'organo attraverso il quale le esercitiamo, cioè la vista. Tutto il resto è profondamente diverso. La prima, fondamentale diversità è data dal fatto che la pagina scritta, per semplice che sia, richiede da parte del lettore lo sforzo costante della sua attenzione. Solo così è infatti possibile trasformare lettere, parole e frasi in idee, concetti, emozioni proprie.

La "diretta TV" invece, può essere seguita anche facendo tutt'altro, o in una condizione di semi-addormentamento o comunque in uno stato di coscienza molto più debole. Con l'ovvia conseguenza che un messaggio assorbito passivamente comporta il rischio di entrare in noi facendoci credere di averlo "pensato" ed elaborato personalmente. Ma non è vero. E un videogioco ripetuto per ore stimola certo la rapidità dell'intuizione, la prontezza dei riflessi, la coordinazione oculo-manuale, ma anche la tendenza all'isolamento, l'estraneazione dall'ambiente circostante, il disuso e l'impoverimento del linguaggio verbale, la perdita della comunicazione reale. Per non parlare della vera e propria pericolosità e ambiguità di molti dei contenuti veicolati da tutti i tipi di media, che investono ogni giorno i più giovani senza alcun filtro e senza che noi adulti sappiamo veramente nella mano di chi lasciamo in ostaggio le loro menti. A costo di ripetermi, concludo così: cerchiamo di lottare insieme non solo contro il virus, ma per non sprofondare in una dimensione irreale, che proietta l'esistenza su uno schermo invece di coinvolgerci in momenti autentici di vita vissuta.  

 

Gabriella Delpero
NP marzo 2021

 

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