I (mille) film di Natale

Date 21-03-2022

por Davide Bracco

Era inevitabile che, dopo tanta attesa, un numero davvero notevole di nuovi film aspettasse l'uscita nel periodo di Natale. Qui solo una scelta tra i tanti:

I FRATELLI DE FILIPPO di Sergio Rubini: quasi un seguito di Qui rido io di Mario Martone, l'ottimo lavoro uscito a settembre. Il film di Rubini segue i tre fratelli De Filippo (Titina, Eduardo e Peppino) all'inizio della loro carriera nella Napoli degli anni '30. Un ritratto del talento come eredità trasmessa da padre in figli con il rischio che la vita professionale e privata entrino inevitabilmente in conflitto.

DIABOLIK dei fratelli Manetti: il film incassa tutto che l'industria cinema italiana aspetta per risollevarsi tratto dalla popolare serie a fumetti. Luca Marinelli, Valerio Mastandrea e Miriam Leone in una storia noir d'epoca ambientata negli anni '60 tra Milano e Bologna.

SPIDERMAN di Jon Watts: altro asso per il supereroe dell'universo Marvel più amato dai giovani. I cattivissimi Octopus e Electro in combutta ai danni di Peter Parker/Tom Holland.

CRY MACHO di Clint Eastwood: Una ex star di rodeo trova un modo per riportare dal Messico il figlioletto del suo ex capo allontanato dalla madre alcolizzata. Durante il loro viaggio, l'uomo trova la redenzione insegnando al ragazzo cosa significa essere una brava persona. La quintessenza delle storie del 90enne Clint: ormai un genere a parte.

WEST SIDE STORY di Steven Spielberg: a 50anni dalla sua uscita in sala torna il più classico dei musical USA diretto dal più classico dei registi, Steven Spielberg. Tutto come prima salvo che questa versione ristabilisce l'ordine delle canzoni usato a teatro – poi cambiate per il cinema – nella prima portata in scena a Broadway.

HOUSE OF GUCCI di Ridley Scott: una storia tanto vera da sembrare assurda sulla famiglia che ha fondato la casa di moda Gucci. Vendetta e omicidio tra ambizioni sfrenate di un manipolo di attori come Lady Gaga, Jeremy Irons, Al Pacino, Adam Driver, Jared Leto.

ILLUSIONI PERDUTE di Xavier Giannoli: probabilmente il titolo su cui puntare, in concorso all'ultima Mostra di Venezia. Ispirato al capolavoro di Balzac, Lucien è un giovane poeta in cerca di fortuna. Nutre grandi speranze per il suo futuro, abbandonando la tipografia di famiglia e tentando la sorte a Parigi, sotto l'ala protettrice della sua mecenate. Rifiutato dalla società aristocratica per le sue umili origini, si ritrova solo, senza un soldo, affamato e umiliato e cerca vendetta scrivendo articoli controversi. All'interno della Parigi tanto ambita, trova un mondo cinico dove tutto – e tutti – possono essere comprati e venduti. Una storia di due secoli fa che appare quanto mai attuale a dimostrazione di quanto scriveva Italo Calvino: «Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire».

NP Dicembre 2021

Davide Bracco

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