Incontrarsi

Date 25-11-2020

por Ernesto Olivero

Vittoria Savio me la ricordo da sempre. Ero poco più di un adolescente, lei più grande di me di qualche anno. Tutti e due muovevamo i primi passi a Chieri, la nostra città. Io, nato in provincia di Salerno da mamma campana e papà piemontese, ero tornato al Nord con la mia famiglia. Vittoria invece non si era mai spostata. Simpaticissima, piena di entusiasmo e di ideali, lo avrebbe fatto presto. Ricordo lo spirito di quegli anni, la nostra voglia di pensare in grande e di cambiare il mondo.

Eravamo giovanissimi, inesperti, ma credevamo davvero che il futuro fosse nelle nostre mani. In me, questa consapevolezza, incontrò l’ideale grande di sconfiggere la fame nel mondo. Un sogno che presto avrebbe coinvolto tanti amici, il nucleo iniziale del Sermig. Credo che Vittoria fosse mossa dagli stessi ideali di giustizia, di pace, di impegno. Era un’insegnante, ma evidentemente la routine ordinaria della scuola non le bastava. C’era qualcosa di più grande da vivere e costruire. Lo capì strada facendo, quando le prime esperienze di volontariato in Perù diventarono presto il “per sempre” della sua vita. Quando i suoi ideali si specchiarono nella vita di decine e decine di bambine che lasciavano i loro villaggi e le loro famiglie per le grandi città. Quelle bambine lavoravano come donne di servizio, dovendo affrontare molto spesso un destino fatto di abusi e violenze. Storie incredibili che diventarono piano, piano, la ragione di vita di Vittoria. Case di accoglienza, scuole, occasioni di lavoro, soprattutto lo spirito di una famiglia: la vita e la felicità di Vittoria sono racchiuse tutte in questo impegno diventato impegno da 24 ore su 24. Sono orgoglioso di aver incrociato i sogni di Vittoria quando ancora erano germogli.

Il suo esempio mi ricorda quello di tanti uomini e donne di buona volontà che partendo da motivazioni spirituali, politiche o filosofiche hanno deciso di pensare agli altri. L’esatto contrario di chi per le stesse ragioni decide di farsi gli affari propri. Vittoria non è mai stata così e questo libro lo testimonia.


Ernesto Olivero
NP ottobre 2020

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