L'autunno che verrà

Date 06-10-2020

por Gian Mario Ricciardi

Ha gli occhi del lockdown, le borse agli occhi delle settimane “chiusi in casa”, le sopracciglia lunghe dei mesi a venire, le lesioni e le tristezze di una ster­zata tremenda, senza precedenti nella storia recente, delle nostre libertà, di strette di mano, di abbracci e coinvolgimenti anche fisici. Ha gli occhi della guardia alta, mani lavate, ma­scherine, gel dovunque, ma anche il freno incon­sapevole in ogni incontro, di un “contatto” che non c’è più: scimmiottato dal colpo di gomito, dalle mani sul cuore, dalle braccia incrociate.

Amici miei, è cambiato il mondo: tutto. Usa e Cina presi da guerre sotterranee nell’inseguimento della supremazia mondiale. La Russia ma non solo pun­tano al controllo del vaccino perché ora sta lì “la frontiera”: politica, economica, sociale. E sorvoliamo sull’Europa, ancora una volta inca­pace, afferra solo accordi al ribasso, “il minimo sindacale”. Che peccato! Ci abbiamo creduto tutti pensando ad una “quarta potenza mondiale” in grado di garantirci. Non è così, purtroppo. E noi siamo qui di fronte a mesi duri: molte azien­de hanno già chiuso, altre non aprono e, forse, non apriranno più; il panorama dei negozi con le saracinesche abbassate, non solo in periferia, è desolante; i centri commerciali semideserti sono un’amarissima realtà; i mercati rionali sono sempre più striminziti; il lavoro diventa, una volta di più, un miraggio. E non è finita: nonostante l’allegro balletto del governo su Mes, non Mes, Recovery Fund, Paesi frugali, mangiatutto o sovranisti siamo qui a fare i conti con bollette da saldare, tasse da pagare, conti da versare alle scuole, ai bus per il trasporto sco­lastico, alle mense (dove funzionano) o ai negozi dove ci siamo riforniti di “baracchini” e borse frigo per le giornate che verranno. Tutto questo con un’estate che, come era ovvio, non ci porta turisti ma solo briciole, vacanze “mordi e fuggi” al mare ed in montagna con la riscoperta delle eccellenze di casa nostra che però non basta­no a ritrovare serenità in famiglia; l’incertezza del procedere di una scuola trattata come “l’ultima del­la classe” nonostante le roboanti dichiarazioni e gli impegni di un ministero certamente insufficiente; le messe vissute come in un ambulatorio; le gite cancellate o confinate ai requisiti di un viaggio tra appestati. Regole severe ma necessarie, per carità, con eccezioni su certe coste ed in certi luoghi difficili da capire ed accettare. La realtà parla di vaccini antinfluenzali che avrebbero potuto partire molto prima ma che, saranno varati in ottobre; un vaccino anti Covid –19 di cui s’è detto tutto ed il contrario di tutto e di cui, in pratica, non si sa ancora nulla. No­nostante questo ci sono stati “gli stati generali”, decine di decreti e di consigli dei ministri, di più ancora riunioni di esperti che ci hanno consi­gliato di tutto salvo poi in molti casi smentirsi.

C’è rimasto il buonsenso e, come si diceva una volta, la visione intelligente dei papà e delle mamme; sapranno guidare i ragazzi e i bambini nella giungla dell’autunno, avranno grazie alla forza delle famiglie (una delle poche sopravvis­sute) la saggezza delle idee e dei comportamenti. Loro aiuteranno le scuole a rifare i primi passi con mille accorgimenti, i bambini a frequentare le palestre come prima, a giocare, a studiare, a camminare, a vivere. Loro, “le famiglie” sono la forza di questa lunga traversata del deserto in un mare-morto di parole, di annunci, di invenzioni “comunicative” ma di dune decisionali e pula al vento.

E, ancora una volta, la solidarietà dimostrerà, come sta facendo, che la fantasia della miseri­cordia è infinita, che la Provvidenza esiste (come dimostrarono e dimostrano i santi sociali del Pie­monte e molti altri cattolici e laici). L’Italia sta tro­vando lo stretto e perfido sentiero della rinascita, anzi di un nuovo rinascimento, forte soltanto di se stessa e del suo passato. Dopo i giorni del pian­to per i troppi morti, la fatica del “passaggio”, c’è un sole. Ma diciamoci la verità, lo troveremo da soli. Tutto il resto è un film di finzioni, annunci, bugie, tattiche che ha stancato anche i più forti e scafati di noi.

Gian Mario Ricciardi
NP agosto-settembre 2020

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