Pensieri ad alta voce…

Date 31-08-2009

por sandro


La guerra in Iraq è stata vista e rivista mille volte,
mentre altre quaranta guerre non sono mai state né viste né sapute, mentre ogni giorno decine di migliaia di persone continuano a morire di fame senza che se ne parli, come fosse normale…

...Ernesto Olivero

Tutto questo mi fa riflettere. Mi fanno riflettere gli USA determinati a perseguire il loro progetto, mi fanno riflettere i miliardari arabi che lasciano il loro popolo nella miseria, ma soprattutto mi fanno riflettere i giovani di oggi che nella maggioranza vivono in fondo come un corpo estraneo, parte di un altro mondo che inevitabilmente e inesorabilmente si assottiglia per terribili dipendenze, depressioni, suicidi, morti del sabato sera, uso della violenza…
Gli USA, nazione a noi cara, la più importante potenza del nostro tempo, ha in mano tutto questo, dalle sorti della pace mondiale a quelle di generazioni di giovani che si affacciano alla vita, ma qual è il loro progetto, dove vogliono arrivare?
Vorrei andare da Bush; chi può aiutarmi? Vorrei andarci per dirgli che mi fa pensare un grande paradosso che gli USA si trovano a vivere. Sono la nazione che accoglie in assoluto più etnie, dall'Africa al Medio Oriente al Sud America, la nazione-laboratorio dove convivono culture diverse tra loro e sono in assoluto la nazione più odiata all'estero. Mi domando perché.
Sarà che tutti questi che pure hanno ricevuto accoglienza si sono mal adeguati al modello americano, senza riuscire però a portare un fermento all'interno della nazione? Sarà che gli americani hanno imposto uno stile di vita pesante da sopportare oppure chi è arrivato in USA senza niente, al primo cenno di autonomia, si è dimenticato di ciò che ha ricevuto? Non comprendo, ma non mi piace.
Vorrei dirgli che chi ha di più, ha anche più responsabilità: avrà maggior benessere ma avrà anche più responsabilità. Non può non misurarsi con i drammi della fame e del sottosviluppo, delle epidemie come l'AIDS che stanno uccidendo interi continenti, con l'assenza di democrazia nei paesi più poveri del mondo…
Vorrei anche dirgli che dal giorno dell'attentato alle due Torri la mia vita è cambiata. Ho pianto per la gente morta, per le loro famiglie, per la nazione ferita; tutto questo è entrato nel mio ricordo, nella mia preghiera quotidiana. E ho pensato con grande tristezza a quegli uomini "religiosi" che in nome di Dio (e di qualche altro interesse) hanno convinto giovani ad uccidersi uccidendo.
Penso con inquietudine al mondo arabo. Quando comincerà ad essere critico con chi al suo interno possiede immense ricchezze e non le investe per il suo popolo, quando smetterà di usare le armi del terrorismo per affermare le proprie idee, quando si sforzerà di inventarsi una democrazia pluralista, quando smetterà di nutrirsi di odio verso questo occidente di cui pure fa parte?
Oggi siamo ad un bivio, possiamo scegliere. Da un lato possiamo rimetterci in discussione e puntare su una società dove pace, sviluppo, perdono coesistono. Dall'altro accettare supinamente che il forte con la sua prepotenza faccia ciò che vuole e che la corruzione dilaghi. Noi puntiamo sul dialogo e sul confronto di cui la saggezza è maestra.

Per approfondire:
Percentuali di cui è composta la popolazione U.S.A.
Fonte: US Census Bureau
NB: il primo numero percentuale è relativo al 1990, il secondo all'anno 2000.


Bianchi 75% 69.1%
Neri 12.1% 12.1%
Ispanici 9.3% 12.5%
Asiatici o delle isole del Pacifico 2.8% 3.6%
Indiani nativi o nativi dell'Alaska 0.7% 0.7%

Ernesto Olivero

 

 

 

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