Volontari per i giovani e per la pace

Date 31-08-2009

por sandro


La preparazione della giornata si è svolta tra le mura dell’Arsenale,
coinvolgendo i ragazzi italiani e stranieri arrivati alcuni giorni prima. Italiani, africani, brasiliani, giordani hanno vissuto insieme un momento gioioso di conoscenza anche nel preparare il materiale da distribuire: migliaia di bottigliette, sacche, passaporti passati tra le mani di giovani per raggiungerne migliaia di altri.


   

Le luci dell'Arsenale quella notte non si sono spente.
Giovani da ogni parte d'Italia sono arrivati durante la notte, disposti ad accamparsi per terra, in ogni angolo libero dell'Arsenale. Pochi hanno dormito. Si è lavorato fino a notte inoltrata e molti hanno trascorso le poche ore di sonno nelle piazze a preparare gli spazi dove per il mattino erano attesi migliaia giovani della pace.
 
       
 E' stata una gara di generosità che ha coinvolto anche molti adulti, decisi a regalare attenzione a giovani che hanno l'età dei loro figli, dei loro nipoti, nella più totale gratuità. Penso a Marco, un ingegnere che da anni fa volontariato al Sermig. Aveva deciso di cambiare lavoro e, prima di cercarne un altro, di restituire due mesi della sua vita. Uno l'ha regalato ai poveri del Brasile, l'altro ai giovani della pace: gli abbiamo affidato tutti i grattacapi (problemi tecnici, logistici economici ecc.). Penso a Giampiero. Dopo quarant'anni di lavoro come pubblicitario aveva deciso di godersi la meritata pensione, con appena qualche ora di volontariato al Sermig. E' arrivato nei mesi di preparazione del 5 ottobre e non ci è parso vero di avere una persona competente, un vero creativo cui chiedere consigli. Liberare la fantasia di un creativo è sempre un rischio, per lui, che si è ritrovato a lavorare dodici ore al giorno!

Penso a Carlo Degiacomi e a Dina Coero che per oltre un anno ci sono stati vicini e ogni settimana (è poco, in realtà molto di più!) si sono incontrarti con noi, ci hanno seguito e consigliato. Penso a Piero Reinerio e agli amici dell'Agenzia Armando Testa che hanno curato le immagini in ogni dettaglio, utilizzando il sabato e la domenica come giornate di lavoro, lavorando per noi ad ore impossibili, perché il prodotto finale - anche se è gratis - deve essere di qualità. E grazie a loro è stato così. Penso a Marco Boglione, ad Alex Jorio, a Claudio Tomatis, a Giovanni, ad Aldo, a Marco (quello degli impianti), ad Andrea che non si sono tirati indietro nell'offrire le loro competenze e il loro lavoro. E poi Michelangelo (Dotta, il regista di "Non accetto"), che per questo appuntamento ha lavorato settimane in condizioni non proprio favorevoli, tra imprevisti e cambiamenti di rotta pressoché continui e con lui Liborio, Armando, Luca, Mauro.

 
 


Penso a Giuliano, sindaco di Idro, piccolo paese della provincia di Brescia
che ha accettato a scatola chiusa la sfida di una proposta di Ernesto; ci ha creduto e tra mille difficoltà ha portato Luca, ha coinvolto migliaia di giovani. All'ultima ora si sono aggiunti Giovanni Anversa e Silvia Aiello che con grande professionalità e simpatia hanno accettato di aiutarci nella conduzione della giornata (non è poco considerando il nostro alto grado di incoscienza).
   
   
 
La giornata che era iniziata con l'accoglienza ai gazebo
e con i volontari della protezione civile a smistare i pullman in arrivo, si è conclusa con un gesto concreto dei giovani: tutti hanno contribuito a pulire le piazze e la via, hanno ammucchiato le sedie, hanno raccolto la carta da terra, più d'uno ha messo mano alla scopa perché la Città doveva imparare a distinguere i giovani che vogliono la pace a partire dal loro impegno da quelli che gridano e basta. All'Arsenale la sera del 5 eravamo ancora alcune migliaia. Grazie alla cucina da campo della Misericordia di Alba e agli amici di Padre Albano (è tra gli amici che non si possono dimenticare perché tanto più la proposta è difficile tanto più il suo "sì" è convinto, disponibile, fantasioso) tutti hanno potuto cenare. Per quelli che si sono fermati a Torino, ancora una notte accampati sui pavimenti e poi al mattino la conclusione. Una mattina di danze e canti, la celebrazione dell'Eucaristia, gesti di comunione, gli incontri e l'amicizia, la gioia e l'arrivederci. A presto, giovani della pace senza confini.

Rosanna Tabasso









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