Informazione da Nobel

Date 21-02-2022

por Valentina Turinetto

L'obiettivo numero 16 dell'Agenda 2030 è dedicato a rafforzare pace, giustizia e istituzioni. Si pone come traguardi promuovere società pacifiche ed inclusive ai fini dello sviluppo sostenibile, fornire l'accesso universale alla giustizia, costruire istituzioni responsabili ed efficaci a tutti i livelli. Tra i traguardi specifici individuati come prioritari si legge: «Garantire un pubblico accesso all'informazione e proteggere le libertà fondamentali, in conformità con la legislazione nazionale e con gli accordi internazionali». La scelta dei destinatari del premio Nobel per la pace del 2021 sottolinea fortemente l'importanza di questo traguardo.
Il comitato norvegese ha infatti consegnato il riconoscimento a Dmitry Muratov e a Maria Ressa, due giornalisti che lottano per la libertà di informazione in Russia e nelle Filippine. Il portavoce del comitato ha dichiarato che il riconoscimento va al loro impegno nel «salvaguardare la libertà di parola, una condizione fondamentale per la democrazia e la pace».

Dmitry Muratov sta difendendo da decenni la libertà di parola in Russia e attualmente è direttore del quotidiano indipendente Novaya Gazeta, la testata per la quale scriveva la famosa e talentuosa giornalista russa Anna Politkovskaya, uccisa nel 2006 per aver infastidito i potenti. Il quotidiano Novaya Gazeta è stato sempre un'importante fonte di informazioni su vicende spesso taciute da altri media, riguardanti la corruzione, la violenza della polizia, gli arresti illegali o l'uso delle forze militari russe. Dmitry ha dedicato il premio ad Anna e agli altri cinque reporter uccisi durante la sua direzione di Novaya Gazeta: «Non è merito mio, ma dei cari colleghi che sono stati ammazzati difendendo il diritto alla libertà di parola».

Maria Ressa, definita dal Time “guardiana della verità”, è una giornalista filippino-americana, impegnata a denunciare gli abusi di potere, l'uso della violenza, la corruzione e il crescente autoritarismo del governo Duterte. Ressa è stata più volte indagata, denunciata e arrestata per le inchieste del giornale online Rappler, di cui lei è una delle fondatrici. Maria Ressa ha condotto una serie di inchieste sulle esecuzioni extra giudiziarie ordinate dal presidente filippino Duterte nella sua campagna contro spacciatori di droga e tossicodipendenti. Le sue critiche le sono costate 11 arresti nell'ultimo anno e mezzo.

Noi siamo abituati a reperire informazioni con un click e a poter esprimere opinioni o raccontare esperienze facilmente condivisibili da un ampio pubblico. La scelta del Nobel per la pace a due giornalisti che si battono per la libertà di espressione ci interpella da un lato a essere consapevoli che questa libertà non è scontata in tutte le parti del mondo; dall'altro ci aiuta a fare un ragionamento sull'importanza di saper non solo reperire informazioni, ma anche riconoscerne la loro attendibilità e leggerle in modo critico e consapevole.


Valentina Turinetto
NP novembre 2021

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