L'apocalisse non è solo esteriore

Date 21-04-2021

por Flaminia Morandi

Cosa ci sta dicendo Dio? Vogliamo risposte ora, qui, subito. Arriva una pandemia (è già arrivata molte volte e ne arriverà un’altra) e l’uomo si chiede perché. Perché non posso strapparmi a questo destino, perché non posso essere felice qui e ora?
Perché l’umanità pretende di risolvere il suo destino all’interno della storia in cui vive, risponde Nikolaj Berdjaev, filosofo cristiano dopo una metà della vita da ateo socialista. Nella storia non c’è un progresso della felicità umana, in caso solo un manifestarsi progressivo e tragico delle zone luminose e oscure dell’umanità e una coscienza più acuta della tragica contraddizione tra bene e male.

L’idea stessa di progresso è falsa: significa che l’umanità è in cammino verso uno stato superiore rispetto alle generazioni precedenti, le quali diventano puri anelli di una catena. Dalla loro vita, ricerca e tormento nascerà una generazione che invece conquisterà pienezza e perfezione di vita, felicità di avere raggiunto la vetta. E le generazioni precedenti saranno state solo mezzi, strumenti per questa beatitudine.
Questa perversa concezione del progresso è una religione di morte che parte dal presupposto che l’uomo può bastare a se stesso.
Che può risolvere il proprio destino con le forze umane.

Tutte le soluzioni al destino dell’uomo dentro la storia sono state un insuccesso. Il rinascimento fu un insuccesso, la riforma che voleva affermare la libertà religiosa ha prodotto l’inquisizione, la fraternità, uguaglianza e libertà della rivoluzione francese sono finite nella società borghese capitalista e sfruttatrice, il socialismo invece di ricchezza ha portato miseria pratica e morale. Anche il cristianesimo è stato un insuccesso. Il Regno di Dio non è stato instaurato, i compiti affidati dall’Evangelo non sono stati realizzati. Ma l’insuccesso del cristianesimo non è un insuccesso di Dio e della verità suprema che dice sull’uomo: è un insuccesso dell’uomo. L’insuccesso può diventare successo solo attraverso una vittoria sul tempo, se si trasferisce il baricentro della vita umana nella trascendenza di Dio.

L’Apocalisse è il libro più importante del Nuovo Testamento.
Non va spiegata come Apocalisse esteriore, ma come Apocalisse interiore dello spirito umano. La storia ha senso solo se accoglie la rivoluzione interiore e totale del secondo avvento di Cristo qui, ora. La storia con la sua tragicità non è assurda, lo sarebbe solo se restasse nei limiti del tempo. La storia ha un senso totale e inequivocabile se si immerge, con tutte le generazioni passate e future, nella profondità dello Spirito. La nostra vita ha senso solo se accoglie come suo compimento la rivoluzione totale della sua interiorità. Conta solo questo: capire come viene Colui che è sempre presente, diceva Gregorio di Nissa. Viene se accogliamo il ribaltamento doloroso, apocalittico, del secondo avvento di Cristo dentro di noi. Questa rivoluzione, l’unica destinata al successo, è nelle nostre mani, è una nostra libera scelta. Qui e ora.

Flaminia Morandi
NP gennaio 2021

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