Obiettivo 13

Date 25-03-2022

por Valentina Turinetto

Mai come in queste settimane è stato attuale il dibattito sul cambiamento climatico. L'obiettivo 13 dell'Agenda 2030 richiama molte delle questioni discusse nella recente conferenza sul clima di Glasgow.

Se non si prendono provvedimenti, si prevede che le continue emissioni di gas determineranno un aumento della temperatura media della superficie terrestre di 3 °C in questo secolo. Il cambiamento climatico non conosce confini ed è quindi una sfida globale; è una questione che richiede cooperazione e soluzioni coordinate a livello internazionale.
Per ridurre e contenere la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera ci sono essenzialmente due modi di agire: il primo è ridurre le emissioni; il secondo è catturare l'anidride carbonica emessa per evitare che resti nell'atmosfera. Considerando che gli sforzi per la riduzione delle emissioni non saranno sufficienti a garantire buoni risultati, molti scienziati ritengono oramai fondamentale investire sulla tecnologia del carbon capture. Il sistema produttivo attuale è talmente dipendente dai combustibili fossili che una conversione totale e immediata alle energie rinnovabili appare impossibile; la cattura dell'anidride carbonica renderebbe possibile una transizione graduale.

Il sistema di carbon capture prevede che, una volta catturata, l'anidride carbonica venga stoccata sottoterra, ad esempio nei giacimenti petroliferi svuotati o in miniere di carbone in disuso, o reimmessa nel circuito produttivo. Oggi si sequestrano e usano circa 50milioni di tonnellate di CO2; nel 2030 si potrebbe arrivare a 500milioni di tonnellate. Le criticità maggiori al momento risiedono nei costi di cattura dell'anidride carbonica: posizionare una trappola per CO2 in cima al comignolo di uno stabilimento industriale è relativamente facile ed economico; diversamente, quando il biossido di carbonio è mescolato con altri gas, i costi salgono enormemente e necessita energia, che a sua volta emette anidride carbonica.
Nonostante queste criticità, nel mondo sono già presenti oltre 20 impianti. Questi impianti sono quasi tutti negli Stati Uniti e in Canada, mentre in Europa se ne contano solo due, entrambi in Norvegia; i progetti e gli studi per la realizzazione di nuovi impianti sul territorio europeo stanno procedendo e si spera che in breve tempo il loro numero raddoppi.

Sicuramente è fondamentale che ciascun Paese faccia la sua parte e pensi a politiche che orientino verso diversi interventi volti a contenere il cambiamento climatico, dalle energie rinnovabili alla carbon capture.
Come smuove in modo decisivo chi ha in mano gran parte delle sorti del pianeta? Una possibile chiave la fornisce una dichiarazione del Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Europea, alla conferenza di Glasgow: «Pensate a una persona che conoscete e che sarà ancora in vita nel 2030. Pensate a come sarà la sua esistenza se oggi non manterremmo la promessa di limitare il riscaldamento del pianeta a 1,5 gradi». Dovrebbe essere un desiderio che abbiamo tutti, piccoli e grandi: lasciare il mondo migliore rispetto a come lo abbiamo trovato.
Chissà se i cuori dei potenti saranno in grado di farsi smuovere da queste semplici parole?


Valentina Turinetto
NP dicembre 2021

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