Una pietra miliare

Date 11-04-2021

por Valentina Turinetto

Nel 2015 i 193 Paesi membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) hanno sottoscritto un documento molto importante, impegnandosi ad essere promotori di uno sviluppo sostenibile. Questo programma, che prende il nome di Agenda 2030, si pone obiettivi in 17 ambiti che i Paesi hanno dichiarato di perseguire entro il 2030. L’Agenda 2030 è il frutto di una serie di conferenze ONU tenutesi negli anni precedenti, vale per tutti i Paesi e rappresenta un quadro di riferimento globale per l’impegno nazionale e internazionale volto a trovare soluzioni comuni a grandi questioni. Quali sono questi 17 obiettivi? Porre fine alla povertà. Azzerare la fame. Garantire la salute per tutti. Offrire un’educazione per tutti. Realizzare l’uguaglianza di genere. Garantire acqua e condizioni igieniche per tutti. Assicurare l’accesso all'energia pulita per tutti. Promuovere la crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile. Costruire infrastrutture resistenti e favorire l’innovazione. Ridurre le disuguaglianze tra i Paesi. Rendere le comunità sicure, inclusive, resistenti e sostenibili. Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili. Combattere il cambiamento climatico e il suo impatto. Salvaguardare gli oceani e i mari. Proteggere gli ecosistemi terrestri. Promuovere società pacifiche e inclusive. Rivitalizzare le collaborazioni globali per lo sviluppo sostenibile.

Documenti del genere possono essere considerati delle pietre miliari perché guidano le scelte che avranno effetti significativi globali e di cui, anche noi, siamo chiamati a sentirci parte. Anche se ufficialmente sono i singoli Paesi a prendere delle decisioni, non possiamo trascurare la responsabilità personale in questo cammino, dando ognuno il proprio piccolo ma comunque importante contributo. In questo anno, che si pone quasi a metà del periodo temporale dell’agenda, cercheremo e racconteremo dei segnali di speranza verso il raggiungimento di alcuni di questi obiettivi.

Cominciamo con la città di Torino che ha promosso un’iniziativa artistica per segnare la presenza di questi obiettivi, denominata TOwards2030. La città è diventata un manifesto degli obiettivi dell’ONU, attraverso il linguaggio universale della street art. Perché unire l’arte ad una convenzione ONU? L’arte da sempre è capace di segnare momenti importanti della storia. L’arte è un linguaggio disponibile a tutti e ognuno può emozionarsi di fronte ad un’opera d’arte. Forse vedere l’Agenda 2030 espressa in forme artistiche aiuterà a capire l’importanza di questo documento che segna un momento importante per il nostro pianeta, in cui tutti siamo coinvolti e in cui ognuno può dare un contributo. La presenza di opere urbane disponibili a chiunque è anche un ulteriore segno dell’importanza della divulgazione di questi messaggi, primo passo per prendere coscienza di certe problematiche e della possibilità del cambiamento. Allora anche noi possiamo fare qualche passo insieme nei prossimi mesi e, per chi passeggia a Torino, trovare attraverso una bella caccia al tesoro queste opere di street art.


Valentina Turinetto
NP gennaio 2021

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