L'anello d'oro di Yavne

Date 22-03-2022

por Agnese Picco

Durante indagini archeologiche effettuate nell'odierna Yavne, cittadina israeliana, è stato trovato un anello molto particolare, d'oro con al centro incastonata una pietra viola, forse un'ametista. Secondo l'esperto di gioielli antichi Amir Golani, la presenza di questa pietra non è casuale. Infatti, «ametiste sono menzionate nella Bibbia come una delle 12 pietre preziose indossate dal sommo sacerdote del Tempio sul suo pettorale cerimoniale. Molte virtù sono state attribuite a queste pietre, inclusa la prevenzione dagli effetti collaterali dell'alcool, i postumi di una sbornia».
Questa funzione sarebbe avvalorata dal luogo del ritrovamento del gioiello: a pochi metri dal più grande impianto di produzione del vino di epoca bizantina mai ritrovato. Nella periferia di Yavne, posta sulla trafficata via maris, si produceva il famoso vino Gaza o Ashkelon, commercializzato in tutto il Mediterraneo. Gli archeologi hanno stimato che lo stabilimento poteva produrre più di 2 milioni di litri di vino all'anno. La città era un centro importante nella regione, infatti possedeva diversi impianti manifatturieri, 3 grandi chiese e ospitava un vescovo.

Per quanto riguarda l'anello, non tutti sono convinti che la sua funzione principale fosse quella di prevenire dai postumi del consumo di alcol. Elie Haddad, direttore degli scavi, afferma infatti: «La persona che possedeva l'anello voleva evitare l'intossicazione conseguente al consumo di molto vino? Probabilmente non lo sapremo mai». Infatti, anche se il gioiello è stato ritrovato a 150 metri da un grosso magazzino di anfore pronte per essere riempite, non c'è certezza sull'identità del suo possessore. «È possibile che l'anello appartenesse al proprietario del magnifico magazzino – continua Haddad – ad un capo operaio, o semplicemente ad uno sfortunato visitatore, che ha perso il suo prezioso anello». Anche la datazione non è sicura. Infatti, sebbene sia stato trovato in uno strato archeologico datato al periodo bizantino, anelli preziosi come questo possono essere stati tramandati generazione dopo generazione per secoli, fino ad arrivare al periodo romano, per il quale sono noti anelli di ametista fin dal III secolo.


Agnese Picco
NP dicembre 2021

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