Resistenza culturale

Date 13-06-2021

por Claudio Monge

La neve, che dopo tanti previsioni disattese è finalmente caduta assai copiosa sulle rive del Bosforo, non ha scoraggiato professori e studenti dell'Università di Boğazici (in turco Bosforo appunto), che da quasi due mesi presidiano il campus universitario chiedendo le dimissioni del neo-rettore Melih Bulu, irritualmente imposto direttamente dal presidente turco. La perseveranza di questa resistenza totalmente pacifica, a fronte di interventi spesso violenti della polizia nel tentativo di disperdere i manifestanti e di impedire qualsiasi forma di dissenso, sta facendo crescere il fronte della solidarietà interuniversitaria ad Istanbul e nei più importanti centri urbani della Turchia. Ma la mobilitazione sta assumendo contorni più vasti, se consideriamo due importanti appelli, firmati da 173 giornalisti e 162 cineasti, che chiedono con fermezza il rilascio di studenti e docenti detenuti o costretti agli arresti domiciliari, colpevoli di aver semplicemente esercitato i loro diritti costituzionali in nome della libertà accademica e dell'autonomia universitaria.

L'Università di Boğazici è emanazione dell'antico Robert College, la più antica scuola americana fondata al di fuori degli Stati Uniti, da Christopher Robert, un ricco filantropo newyorchese e Cyrus Hamlin, missionario protestante dedito all'educazione della gioventù. Questa istituzione fu originariamente aperta nel 1863 per l'educazione dei soli ragazzi (una sorta di seminario confessionale), ma seguita, nel 1871, dalla creazione della Home School, che si evolve fino a diventare l'American College for Girls (ACG). Questa istituzione si trasferì nel Campus attuale di Arnavutköy (collina che sovrasta il Bosforo) nel 1914.
Nel 1971 le due scuole si fondono sotto il nome di Robert College (RC), che diviene una scuola superiore mista. Lo stesso anno, la divisione universitaria del RC, installatasi nel campus di Bebek (poco distante dalla sede di Arnavutköy) fu affidata al governo turco e fu istituita come Università Boğaziçi.
Dalla sua fondazione e attraverso le sue varie fasi, il RC e la successiva Università Boğaziçi hanno continuato ad essere una delle istituzioni educative più celebri della Turchia: la più prestigiosa in lingua inglese, fondamentale, unitamente alle francofone Liceo e Università di Galatasaray, per la formazione dell'élite culturale e politica, tra la fine dell'Impero Ottomano e la nascente Repubblica turca. Non solo, all'Istituzione RC appartengono primati pionieristici in diversi settori. Sede del primo consiglio studentesco turco nel 1892, della prima partita di basket giocata in Turchia al Dodge Gymnasium nel 1908, della
prima scuola di medicina per donne turca nel 1920, della più antica rivista letteraria studentesca della Turchia, İzlerimiz (Le nostre tracce), pubblicata per la prima volta al RC nel 1926 e del primo centro studi per bambini in Turchia, inaugurato nel 1958. Tornando alla crisi attuale è la punta dell'iceberg di una progressiva riduzione delle libertà democratiche nel Paese e di un vasto piano di occupazione dei gangli della produzione culturale e scientifica, come se il progresso, più in generale, potesse essere considerato alla stregua di una minaccia per una nazione.
All'Università di Boğazici, il Tayyip Erdoğan non si è limitato a nominare un suo uomo a rettore, scavalcando tutti gli organi di autogestione universitaria, ma ha già creato due nuovi dipartimenti con decani e professori di proprio gradimento, con l'intento di infiltrarsi sempre più nel corpo accademico. Lo smantellamento dell'élite intellettuale del Paese è purtroppo un processo consolidatosi negli ultimi anni, passando anche per un'accentuazione progressiva dell'isolamento della Turchia rispetto a quell'essenziale interscambio di saperi con mondo.

Non solo il Paese non è più la meta agognata degli Erasmus di tutta Europa, ma le decine di docenti stranieri stanno incontrando difficoltà sempre maggiori a veder rinnovati i loro permessi di soggiorno e quindi ad esercitare l'insegnamento e la ricerca all'interno delle istituzioni universitarie turche. Fino a quando, questo terribile dissanguamento intellettuale e sperpero di competenze? Difficile fare previsioni anche se parecchi indicatori, soprattutto economici, stanno lanciando pericolosi segnali di allarme, che non potranno essere ignorati a tempo indeterminato. In questo senso, l'annunciato progetto di riscrittura della Carta Costituzionale, in vista del centesimo anniversario della Repubblica (1923-2023), difficilmente potrà rappresentare la panacea e funzionare da specchietto per le allodole per un popolo affamato.


Claudio Monge
NP marzo 2021

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